Rapporto Lunacek contro omofobia e transfobia – Cosa possiamo fare come cittadin* entro il 3 febbraio

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La prossima settimana i deputati del parlamento europeo voteranno su una tabella di marcia europea contro l’omofobia, chiamata rapporto Lunacek, nome della deputata lesbica austriaca Ulrike Lunacek che l’ha elaborata.
Di cosa si tratta esattamente? Di una nuova azione europea contro omofobia e transfobia.
La legge europea dovrebbe proteggere tutti i cittadini dalle discriminazioni, compresi lesbiche, gay, bisessuali e transgender. LIberarsi dalle minacce e dalle discriminazioni, non attiene la sfera personale ma è un diritto umano. 

Qui un link ufficiale dove trovate tutto il rapporto Lunacek, anche nella traduzione italiana:

Ne pubblichiamo  la motivazione ufficiale:

L’Unione europea ha l’obbligo di combattere le discriminazioni nella definizione e nell’attuazione delle sue azioni (articolo 10 del TFUE). Detto obbligo si concretizza nelle politiche globali vigenti volte a combattere le discriminazioni fondate sul sesso (tramite la “Strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015″), sulla disabilità (tramite la “Strategia europea sulla disabilità 2010-2020″) e che interessano i rom (tramite il “Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020″).

Il Parlamento europeo ritiene che per combattere la discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere sia necessario un analogo strumento politico globale, e da gennaio 2011 ha presentato la propria richiesta in tal senso decine di volte in varie risoluzioni, invitando la Commissione europea a definire una tabella di marcia contro l’omofobia e la discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere. La relazione in esame mostra una panoramica di tale politica globale.

La necessità della tabella di marcia indicata si fonda su forti motivazioni giuridiche, politiche e programmatiche. Dal punto di vista giuridico, l’Unione europea è tenuta a combattere le discriminazioni nella definizione e nell’attuazione delle sue politiche e azioni (articolo 10 del TFUE) e vieta qualsiasi forma di discriminazione (articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali). Detto obbligo giuridico si concretizza già in politiche globali in materia di uguaglianza di genere, disabilità e integrazione dei rom, e va ora realizzato nell’ambito dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Dal punto di vista politico, questa necessità è sostenuta dal Parlamento europeo e dagli Stati membri, undici dei quali hanno già ufficialmente sollecitato tale tabella di marcia a maggio 2013. La Commissione europea ha risposto che sono già state intraprese azioni volte a garantire l’uguaglianza sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, ma tali azioni presentano carenze rispetto all’approccio globale applicato in relazione ad altri gruppi. Inoltre, gli Stati membri adottano sempre più spesso piani simili a livello nazionale (Belgio, Francia, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito, all’esame in Lettonia), nell’ambito di piani nazionali più ampi in materia di uguaglianza (Croazia, Portogallo) o a livello regionale (Belgio, Germania, Spagna).

Infine, dal punto di vista programmatico, i dati raccolti evidenziano la necessità di una siffatta tabella di marcia. Il sondaggio sulle persone LGBT pubblicato dall’Agenzia per i diritti fondamentali nel 2013 indica che lo scorso anno il 47% delle persone LGBT si è sentito discriminato o molestato. Le donne lesbiche (55%), i giovani (57%) e le persone LGBT più povere (52%) rappresentano i gruppi più esposti alla discriminazione; il 26% è stato vittima di atti di violenza o di minacce a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere (35% tra i transgender); solo il 10% si sente sufficientemente sicuro da denunciare le discriminazioni alla polizia e solo il 22% denuncia la violenza o le molestie; il 32% è discriminato in termini di alloggio, istruzione o accesso all’assistenza sanitaria, ai beni o ai servizi e il 20% subisce discriminazioni nell’ambito dell’occupazione o dell’impiego (29% tra i transgender).

Pubblichiamo, inoltre, un estratto dell’appello di Ilga Europe (associazione internazionale gay e lesbica che promuove i nostri diritti in Europa), in cui si spiega come sostenere sul web l’approvazione del rapporto Lunacek:

Martedì 4 febbraio, i deputati del parlamento europeo voteranno il rapporto Lunacek, che chiede alla commissione europea di adottare una nuova strategia contro la discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere . Tuttavia, una petizione proveniente  dall’opposizione fondamentalista e conservatrice  ha già raccolto più di 100000 firme. La petizione è in circolazione fra i membri del parlamento europeo e invita a votare contro il rapporto Lunacek diffondendo una serie di informazioni errate.
La posta in gioco non è solo un avanzamento nell’uguaglianza lgbt, ma la necessità di contrapporsi a un discorso mistificatorio.
Ecco perché abbiamo bisogno di voi: invitiamo tutti i cittadini europei ad aderire a una campagna web chiamata Thunderclap.

Una campagna Thunderclap è una campagna sul web in cui si genera un’onda di comunicazione via twitter, facebook ed altri social network. In pratica viene mandato contemporaneamente dal numero maggiore possibile di cittadini un messaggio a sostegno di una campagna sociale.
Qui di seguito il link per aderire alla campagna  favorevole al rapporto Lunacek . Di semplice comprensione, basta cliccare sulle icone dei social network e si diventa supporter della campagna. Il messaggio di migliaia di cittadini verrà poi invitato automaticamente dal server nel pomeriggio di domani.

https://www.thunderclap.it/projects/8493-lunacekyes-stop-extremism?locale=en