Aborto, educazione sessuale e obiezione di coscienza al Parlamento Europeo

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In Italia è passata in sordina la notizia della battaglia tra forze laiche e conservatrici in seno al Parlamento Europeo, scatenata dalla proposta di adozione del “Rapporto Estrela” sui diritti sessuali e riproduttivi.

Insieme ad altre associazioni, chiediamo al Parlamento Europeo di approvare il documento che ha l’obiettivo di difendere la salute delle donne europee (e delle persone LGBT), sollecitando gli Stati Membri ad implementare una legislazione che garantisca:

  • i mezzi per l’autonomia delle donne e delle ragazze in modo da rompere il circolo della discriminazione e della violenza;
  • programmi e servizi di salute riproduttiva, inclusi l’assistenza sanitaria e i farmaci essenziali per la pianificazione familiare volontaria e per la salute materna e neonatale;
  • la conoscenza della sessualità umana quale aspetto positivo della vita, creando una cultura dell’accettazione, del rispetto, della non discriminazione e della non violenza;
  • l’accesso ai trattamenti per la fertilità e alla procreazione medica assistita anche per le donne senza un partner e le lesbiche;
  • l’integrità fisica delle persone transessuali invitando gli Stati membri ad abrogare tutte le leggi esistenti che impongono la sterilizzazione;
  • servizi di qualità per l’aborto legali, sicuri e accessibili a tutte;
  • l’obiezione di coscienza come un diritto individuale e non una politica collettiva;
  • consulenza in materia di aborto che abbia carattere di riservatezza e sia scevra da giudizi di valore;
  • la regolamentazione ed il monitoraggio del ricorso all’obiezione di coscienza nelle professioni chiave affinchè l’assistenza sanitaria in materia di salute riproduttiva sia garantita come diritto individuale.

Il rigetto del 22 ottobre 2013 dimostra che assistiamo ad una vera e propria guerra, il cui terreno di scontro è il corpo delle donne; allo scopo di boicottare il principio della parità di genere, uno dei principi fondativi dell’Unione Europea, i movimenti cosiddetti pro-vita si mobilitano per negare il diritto all’autodeterminazione delle donne relegandole all’esclusivo ruolo di cura all’interno della famiglia: una famiglia rigidamente eterosessuale e patriarcale.

La modifica del Rapporto, con l’eliminazione delle parti relative all’accesso alla PMA anche per le donne single e le lesbiche nonché delle parti relative all’integrità fisica delle persone transessuali, ci costringe ad assistere alla negazione del principio di laicità che dovrebbe essere alla base delle Istituzioni dell’Unione.
Il prossimo passo, quello decisivo, è la plenaria in Parlamento, prevista per il 10 dicembre 2013 dalle 11:30 alle 12.
La discussione prima e la votazione poi, detteranno il passo delle prossime decisioni elaborate in Europa in materia di diritti delle donne e di laicità delle istituzioni.

Le associazioni firmatarie:
Associazione Amici della Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni
Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano
Associazione Casa delle Donne di Milano
Tavolo Consultori del Comune di Milano
Associazione Usciamo dal Silenzio
Gruppo Donne e Cultura Comitati x Milano zona 3
L’Ombelico associazione onlus
Nonsolocicogna, associazione post adozione
Consultorio CED di Milano
Consultorio Cemp di Milano
Associazione Italiana per l’Educazione Demografica Pisa
Collettivo Donne e Diritto di Milano
ArciLesbica Associazione Nazionale
Centro Progetti Donna (CPD)
exColorificio per i Beni Comuni di Pisa

Link di approfondimento:
http://giulia.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=60154&typeb=0
http://eleonoracirant.wordpress.com/2013/12/09/rapporto-sui-diritti-sessuali-e-riproduttivi-domani-il-voto-in-parlamento-europeo/
http://www.ilga-europe.org/home/news/latest/sexual_and_reproductive_rights_are_human_rights

 

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