SUICIDIO RAGAZZO GAY. ARCILESBICA: LIBERA OMOFOBIA IN LIBERO STATO

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E’ accaduto ancora. Ieri un ragazzo omosessuale di 21 anni, Simone, si è suicidato gettandosi dal balcone di casa sua a Roma. Un’esistenza che non ce la fa ad andare avanti è il precipitato di un’assenza. L’assenza dello Stato italiano che ancora tentenna di fronte al dilagante fenomeno omofobico che ha assunto nel nostro Paeseil carattere di una vera e propria emergenza civile. Nell’esprimere cordoglio e sdegno per questa morte assurda, ArciLesbica Associazione Nazionale e Arcilesbica Roma denunciano fortemente la gravissima indisponibilità del Governo a legiferare per contrastare l’omofobia, una non volontà politica ripetutamente dimostrata da decenni di silenzio nonché dalla recente approvazione alla Camera dell’emendamentoVerini e Gitti nell’ambito dell’estensione della legge Mancino ai reati di omo e trans fobia.
‘Oggi Roma e il Paese tutto si ritrovano a piangere l’ennesima morte per omofobia – dichiara Ileana Aiese, presidente di Arcilesbica Roma – ma ci domandiamo se la politica si ricorderà di Simone e di tutte le altre vite, umiliate, rovinate, interrotte, quando tra qualche tempo sarà chiamata a legiferare in tutela della cittadinanza omosessuale.’
Lucia Caponera, segretaria di ArciLesbica nazionale avverte: ‘L’omofobia in questo paese gioca a dadi e scommette sul silenzio e l’inadeguatezza delle istituzioni e della politica tutta e un omosessuale che oggi si uccide perché vessato da comportamenti omofobi è una scommessa vinta per uno Stato che segue un copione già scritto. Ma è la dignità del Paese a farne le spese. Come Associazione nazionale chiameremo alla mobilitazione tutto il popolo LGBT e non solo, per chiedere una legge che ottemperi al dovere di definirsi tale e che non insegna compromessi.’

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