Doveva essere un giorno di gioia…

Doveva essere un giorno di gioia. Si sarebbe dovuto festeggiare ed essere felici e fieri e orgogliosi del nostro paese perché anche in Italia, finalmente, si sarebbe potuto avere una legge contro l’omofobia e la transfobia. E invece no… Niente… Perché anche se questa sera è stata approvata alla Camera la legge Scalfarotto, è stata approvata con degli emendamenti che la svuotano di senso…

Ancora una volta hanno prevalso i pregiudizi e l’intolleranza. Quegli stessi pregiudizi che hanno fatto sì che, nonostante le grandi dichiarazioni di principio, i cittadini abbiano continuato di fatto ad essere distinti in due categorie: da un lato quelli di serie A, ossia gli eterosessuali che, in quanto conformi alle norme vigenti, venivano considerati e trattati come “normali”, “adeguati” e “degni”; dall’altro lato quelli di serie B, ossia gli omosessuali e i trans che, proprio perché non-conformi alle norme, venivano considerati e trattati come “anormali”, “devianti”, “indegni”. Un popolo di “quasi adatti”, per utilizzare le parole dello scrittore Peter Hoeg, che avrebbero dovuto smetterla di domandare gli stessi diritti di tutti gli altri.

Certo, la legge Mancino – che attualmente punisce chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione o di violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi – è stata allargata anche agli atti di discriminazione e violenza nei confronti degli omosessuali e delle persone trans. Ma è stato introdotto un emendamento in base al quale si specifica che non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee. Restringendo così, di fatto, l’applicabilità della legge Mancino…

Doveva essere un giorno di festa. E invece non lo è… E non riesco a capire di cosa si felicitino tutti coloro che hanno detto “sì” a questa legge…

Io non l’ho votata. Come SEL e i 5 Stelle, mi sono astenuta. Votando in dissenso rispetto al gruppo PD. Assumendomi la responsabilità di essere la sola, nel mio gruppo, ad essermi astenuta… Magra consolazione per chi aveva promesso agli amici gay, trans e lesbiche di portare a casa la legge che aspettavano da anni…

L’Italia resta l’ultima della classe in Europa. Proprio mentre in Francia si è da poco approvato il “matrimonio per tutti”, qui in Italia, oggi in Aula, si è assistito ad un pietoso spettacolo in cui i pregiudizi hanno ucciso la verità.