Legge contro l’omofobia in Italia, che ne sarà di te?

Perché in Italia la Legge contro l’omofobia, in discussione in questi giorni, è così difficile da approvare?

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Legge contro l omofobia Italia

In questi giorni di afa e città deserte, la Camera sta discutendo il disegno di una legge molto importante: la legge contro l’omofobia e la transfobia, che se approvata metterà allo stesso livello gli insulti razziali e religiosi con quelli legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

L’Italia, come sempre, è il fanalino di coda d’Europa. Il disegno di legge, cosi com’è, è infatti piuttosto vuoto, come lamentano a gran voce PD e M5S: la Camera lo aveva già affossato a fine luglio, togliendo tutte le circostanze aggravanti della pena nei casi di omofobia e transfobia motivati da odio o violenza (estensione della legge Mancino, che dal 1993 condanna gesti e azioni legati all’ideologia nazifascista).

Il tutto perché Lega, Udc e PdL avanzarono il dubbio che la legge fosse anticostituzionale.Inasprire le pene per omofobia e transfobia? Mai! Sarebbe una violazione del principio di uguaglianza stabilito dalla Costituzione.

E se il PD cercherà di farle passare le aggravanti come emendamenti, non è affatto scontato che ci riesca. L’ostilità si incontra soprattutto in area cattolica. I detrattori sostengono che la legge impedirà la libera espressione e, addirittura, minaccerà la libertà religiosa. E su siti e blog di matrice cattolica si diffondono gli appelli da firmare per dire “No”.

Michela Marzano, deputata PD, spiega però a Repubblica:

La prima obiezione riguarda il timore che la legge crei un reato di opinione tale da impedire di dire la propria sull’omosessualità. Non è così: quello che si vuole vietare è l’hatespeech, per dirla all’americana, ovvero l’istigazione alla violenza contro trans e gay, ma tutti resterebbero liberi di esprimere il proprio parere civilmente. Si vuole far passare l’idea che se la norma venisse approvata sarebbe vietato dirsi contrari ai matrimoni gay. Non è così. Le opinioni sono libere. Gli insulti violenti, però, non possono esserlo.