CHI SIAMO NOI , per non essere giudicati????

 

Papa Francesco: “Chi sono io per giudicare un gay?”

Tutti lo amano e tutti lo acclamano, ma finora cosa ha fatto Papa Francesco per gli omosessuali? Un bilancio dei primi mesi. AGGIORNATO AL 29/7 ALLE 11:20

di  | Attualità

Papa Francesco e gli omosessuali

Secondo Vanity Fair, è già Uomo dell’Anno. A poco più di quattro mesi dalla sua elezione,Papa Francesco ha conquistato tutti. Ricchi e poveri, grandi e bambini, vip e popolani. Del resto, è difficile non conquistare tutti con gli atteggiamenti esibiti dal Pontefice. Una superstar acclamata dalla folla che si ferma per abbracciare bambini e disabili. Una Directioner impazzirebbe per molto meno. E poi la rinuncia ai beni personali, i vari fioretti, la Papamobile non blindata: cose che non si vedevano, è il caso di dirlo, da secoli.

Dopo le dimissioni di Papa Ratzinger (per restare in tema di “cose che non vedevamo da secoli”), avvenute in un momento difficile e cruciale per la Chiesa (scandalo IOR, cardinali pedofili, eccetera), ecco arrivare Francesco il Buono. Che si è posato sul pantano della Chiesa come un angelo proveniente da un’altra dimensione. Così diverso, così umano, così pio. Così simpatico, diciamolo. Non è il nonno che tutti vorremmo avere? Eppure.
Eppure, il consenso/assenso di cui, in misura sempre crescente, gode Bergoglio, ci preoccupa. Ormai sembra non si possa osare una critica verso di lui, pena essere tacciati di misfattismo. La gente lo ama, anzi lo adora; e i media si adattano. Ormai è Santo, e non aspettiamo altro che di stupirci per il suo prossimo miracolo, leggi gesto di umiltà spettacolare.

E pensare che poco più di un mese fa erano trapelate le parole di una conversazione privata con dei prelati sudamericani, in cui il Papa avrebbe confermato l’esistenza di una “lobby gay” in Vaticano. Un rumor, certo, ma che avrebbe potuto aprire le porte  a speculazioni importanti. Avrebbe potuto, se non fosse stato ripreso a malapena dai media nazionali e mondiali.

Una lobby gay in Vaticano: una notizia bomba. Una setta di alti prelati omosessuali in grado di influenzare con il suo potere le decisioni della Curia, della Chiesa. Non un pettegolezzo ma una pista che andava seguita, approfondita.  Tanto più che il Papa ne avrebbe parlato in modo critico, negativo. Eppure chi l’ha fatto? Nessuno.
E se alcune star omosessuali, Elton John in primis, hanno dichiarato di aspettarsi grandi cose da Francesco, la comunità LGBT mondiale per ora sospende il giudizio. Bergoglio non si è ancora pronunciato su nessuna delle questioni fondamentali che stanno a cuore agli omosessuali. Matrimonio e genitorialità gay, omosessualità tra membri della Chiesa, transessualità, uso del preservativo: cos’ha da dire il Papa su questi argomenti di importanza vitale?
Da momento della sua elezione, una delle più grosse nazioni cattoliche al mondo, la Francia, ha legalizzato i matrimoni omosessuali. Nessun commento dal Pontefice. Negli Stati Uniti, dove i cattolici non sono la maggioranza ma nemmeno una minoranza, la legalizzazione continua, stato dopo stato. In Sudamerica il piccolo Uruguay, il vicino dell’Argentina da cui proviene Francesco, li ha resi legali pochi mesi fa. Lo stesso è accaduto in Nuova Zelanda. Il trend mondiale insomma è questo, ma il Papa non ha ancora speso una sola parola al riguardo.
Un atteggiamento ben diverso da quello di Papa Ratzinger, che condannò severamente e in più occasioni il matrimonio omosessuale arrivando a dichiararlo “una minaccia per la pace”. In questa reticenza di Francesco molti vedono dei segnali di speranza. Altri, invece, una strategia: costruzione della santità per avere poi – quando si affronteranno gli argomenti “scomodi”- una accresciuta autorevolezza.
A noi Papa Francesco sta simpatico. Ci sembra spontaneo, non artefatto. Per questo non vediamo l’ora che dica la sua. E che apra finalmente gli occhi -e i cuori- delle persone che credono in lui, aiutandole ad avere un punto di vista nuovo e fresco verso gli omosessuali.

AGGIORNAMENTO DEL 29 LUGLIO, ORE 13:16

Abbiamo pubblicato queste nostre riflessioni stamattina, e proprio pochi minuti fa Papa Francesco ha dichiarato: “Chi sono io per giudicare un gay?”

Nel volo che l’ha riportato in Vaticano dal Brasile dopo la Giornata Mondiale della Gioventù, interrogato dai cronisti a proposito della lobby gay in Vaticano, ha dichiarato:

Essere gay è una tendenza, il problema è la lobby, la lobby non va bene, quella gay, quella politica, quella massonica. Non ho trovato carte d’identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono, credo che si deve distinguere il fatto che è gay dal fatto che fa lobby.

E sui gay ha inoltre aggiunto:

Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Il catechismo della Chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte. Il problema non è avere queste tendenze, sono fratelli, il problema è fare lobby… la ringrazio tanto per aver fatto questa domanda. Grazie tante.

Niente di epocale insomma, ma le parole del Papa sembrano far intravedere uno spiraglio di luce. Se non nella dottrina, nell’atteggiamento. Staremo a vedere.

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