11 Luglio al Village vi presentiamo Un progetto poetico-fotografico in cui per la prima volta la maschilità diventa categoria del femminile

Un progetto poetico-fotografico in cui per la prima volta la maschilità diventa categoria del femminile

ORLANDO (fotografo)
GIOVANNA FRENE (poeta)
MASCHILITA’ XX
Mostra poetico-fotografica

Si deve essere femminili solo perché nate donne? Si può desiderare di essere maschili senza essere nati uomo? Ispirato dal libro di Judith “Jack” Halberstam Female Masculinity, il progetto MASCHILITA’ XX vuole parlare di una “mascolinità senza uomo” e proporre una visione del maschile libera, dissociata cioè dal cromosoma XY.
Agli autori piace il maschile XX, quello reinterpretato e vissuto dalle donne (tali almeno geneticamente), nelle forme più diverse: da quello teatrale delle Drag King a quello incarnato dei trans (Female-to-Male), da quello delle lesbiche mascoline (butch) a quello più giocoso e saltuario delle travestite.
Siamo convinte che il genere sia soprattutto un “habitus”, nel senso così mirabilmente espresso da Virginia Woolf in “Orlando”: “Per quanto sembrino cose di secondaria importanza, la missione degli abiti non è soltanto quella di tenerci caldo. Essi cambiano l’aspetto del mondo ai nostri occhi, e cambiano noi agli occhi del mondo. […] Così si potrebbe sostenere con qualche ragione che sono gli abiti che portano noi e non noi che portiamo gli abiti; noi possiamo far sì che essi modellino per bene un braccio, o il petto, ma essi modellano il nostro cuore, i nostri cervelli, le nostre lingue a piacer loro”. In quanto l’abito incorpora visioni del mondo e valori, determinando comportamenti, atteggiamenti, linguaggi, esso diventa un elemento cruciale per rappresentare e significare il maschile.
Il progetto si compone di una serie di ritratti fotografici, in forma di dittico, ciascuno accompagnato da un componimento poetico. Ogni dittico rappresenta la stessa persona in due versioni: una “neutra”, vestita in jeans e t-shirt bianca, e una maschile, con gli abiti e nella posa in cui sente di esprimere tutta la propria “maschilità”. Le poesie e i testi in prosa poetica – nati da un dialogo diretto con i soggetti fotografati – fungono da brevi narrazioni inerenti al vissuto delle singole persone, in riferimento alla loro personale idea del maschile: la composizione dei testi è partita dall’ascolto della loro storia; da parole chiave emergenti dal loro discorso; dall’osservazione dei loro gesti e comportamenti, anche durante la fase di posa fotografica; dall’interpretazione, infine, degli stessi ritratti fotografici, una volta ultimati. Ne è risultato un mosaico linguistico di stili, visioni, incarnazioni e atteggiamenti che affianca le immagini fotografiche, per dare la possibilità al fruitore di sentire anche la “grana della voce” dei soggetti.

ROMA
NUOVO CINEMA PALAZZO, 31 maggio – 2 giugno 2013
Mostra poetico-fotografica
nell’ambito della manifestazione GendErotica
(http://www.eyeswilddrag.it)

ORLANDO (pseudonimo di Laura Callegaro), fotografo, vive e lavora a Padova.
Ha esordito nel 2010 con la sua prima mostra personale ‘NEW YORK BODIES: OVERground/UNDERground’ presso la Lambda Gallery di Padova.  Nel 2012 ha esposto il progetto autobiografico “Tomboy” presso il Weird Festival di Roma. Dal 2011 cura LCCC – La Costigliola Creative Common, un progetto di narrazione fotografica per il sito web dell’azienda agricola biologica La Costigliola.
GIOVANNA FRENE, poeta e critico, vive a Padova. Ha pubblicato: Immagine di voce, Facchin1999; Spostamento, Lietocolle 2000; Datità, Manni 2001; Stato apparante, Lietocolle 2004; Sara Laughs, D’If 2007; Il noto, il nuovo, Transeuropa 2011. Ha pubblicato poesie in riviste italiane e straniere, tra cui “Paragone”, “Poesia”, “Atelier”, “Chicago Review”. È inclusa in varie antologie poetiche, tra cui: Nuovi Poeti italiani 6, Einaudi 2012; Poeti degli Anni Zero, Ponte Sisto 2011; Parola Plurale, Sossella Editore 2005. È tradotta in antologie di poesia italiana statunitensi e spagnole.

TESTO DELLA POESIA
Lord Putridus

Sono un animale da combattimento, / un animale notturno da combattimento. Vivo in me, / ovunque mi trovi, seppure non sia io. Muoio / in me, ovunque io giunga, seppure non / sia io. Io non combatto più me stesso: io / combatto “lei”, che da lontano, è presente, / da vicino, è assente. Grazia, no, ma potere / la natura mi ha dato nel passaggio apparente, / che è transito da “me” a ME, il signore / del me, il me oltre l’io.
(Giovanna Frene, 2013)