ANNA OXA .

Anna Oxa non cambia idea sul Pride: ostentazioni che rendono ridicoli

Giovedì 11 Aprile 2013
di Matteo Giorgi  @mattybologna

Il coming out, il Pride – che critica moltissimo -, l’Eurofestival. Abbiamo parlato con Anna Oxa del suo tour, del mondo gay e dell’essere un’icona musicale e di stile. Ecco cosa ci ha detto.

Più che una preparazione di un’intervista è stato un training. Intervistare un’icona come Anna Oxa, 35 anni e passa di carriera alle spalle, colei che ha cresciuto tutti i gay middle-age and middle-class (sì, perché noi potevamo farci il viaggio delle sofisticate quando ascoltavamo A leiParlami o il delirio da amore tradito di Francesca – con i miei fiori) non è cosa semplice. Sia per la carriera ingombrante, sia perché l’unica che riesce in qualche modo a processarla è se stessa. Per il resto è sfuggente, quasi ascetica, precisa e puntuale a ricordare la sua storia, le sue battaglie, il suo percorso che nella sua interezza ha deciso di portare in un nuovo iconoclastico History tour

Volevo raccontare diversi tratti della mia storia. Mi sono concentrata su quegli episodi che avevano un significato allora e che lo conservano ancora oggi. Anche quello che ho fatto 37 anni fa era avanti di vent’anni e quindi racconto “un eterno movimento”, tanto per autocitarmi. Racconto la storia, la vita di tutti. Ci sono tutte le mie tappe in quanto a tematiche, stili, linguaggi, anche con brani mai ascoltati prima. Poi la scaletta cambia e cambierà continuamente così come le suggestioni: ho voluto infatti portare come “elemento di contorno” l’illusionismo: la magia abbinata alla musica per raccontare cosa noi vediamo in apparenza e cosa invece quell’apparenza porta come disegno e scenario.

Una sorta di bilancio, quindi. Che ti ha portato a quale conclusione?
Che ho sempre avuto il coraggio e la forza di manifestare e denunciare e ripristinare un’energia femminile, che sono sempre stata una donna in prima linea che non soccombe, che manifesta la sua spiritualità tornando sempre ad agire: anche nella scaletta ci sono due tempi che vivono momenti storici differenti con forza diverse.

Quindi nessun rimpianto o ripensamento?
“Sicuramente nella mia vita avrò detto “mah” su qualcosa o qualche brano ma non perdo certo tempo a ripensarci

Quindi Anna, icona femminile che esordì a 15 anni cantando una canzone che si chiamavaFiorellin del prato
Sono cresciuta molto in fretta: a quell’epoca già portavo avanti, ricercavo e studiavo le voci degli anni ’30 e proprio per questo ho deciso di condividere questo brano che non conosceva nessuno di quel repertorio.

Tornando al tema icona, volgendo lo sguardo al passato chi ti viene in mente?
Beh, la Wanda! La grande Wanda Osiris che ho anche riportato in Proxima: la sua evoluzione, lei che arrivava con l’abito di carta e una struttura pazzesca. E poi, che voce, che suoni!

Ma invece la Oxa del futuro la vedi?
Io no, tu la vedi?

Io no di certo
Allora siamo in due, guarda.

Ma non la vedi nemmeno nel bailame di Amici?
No di certo

Scusami, ma una pasionaria come te che poi decide di fare Amici, dopo tutte le parole non certo benevole nei confronti dei reality… Perché?
Io ho solo detto che non amo i format in generale, e ad esempio X Factor e The Voice, che non ho ancora avuto modo di guardare mi sembrano tutti simili. Detto ciò, io non devo cercare la mia icona o la mia erede. Io sono un valore aggiunto, io porto il mio linguaggio e ciò che faccio: la mia arte, le mie denunce, le mie disapprovazioni, la potenza del suono cosa porta come struttura, il linguaggio corporeo, la plasticità del movimento, della pausa dello sguardo, porto l’insieme dell’arte e dello storico e lo dò in quel momento alla squadra

Torniamo indietro: 1980. Forse molti non sanno ma hai inciso un duetto con Dalla: so che eravate buoni amici
Sì, il brano in questione si chiamava “tea party” faceva parte di un concept album ispirato ad Alice nel paese delle meraviglie. Ho fatto tante collaborazioni: una volta c’era l’arte e c’erano gli artisti: non i talenti, bada bene, ma gli artisti. Oggi ci sono solo tanti piccoli orticelli dove ognuno fa solo piccole cose

Di Lucio Dalla si è parlato molto dopo la sua morte per la sua relazione, mai dichiarata con Marco Alemanno
Ma l’avevano capito tutti dai, secondo te c’era qualcuno che si chiedeva ancora: Lucio Dalla sarà gay o no?

Però perché quando sei ricco, famoso, arrivato, non vuoi dirlo? Perché rimanere nell’ombra?
Capisci, Matteo, che bisogna arrivare ad un punto in cui non c’è nemmeno bisogno di dire quello che uno è. “Denuncio che sono gay!”. Cosa significa? Bisogna arrivare a un punto di evoluzione, ma interiore. Bisogna capirsi, capire e cercare di comprendere le cose da fare e no, e quelle da non perseguire perché non sono un valore. A quel punto non c’è più bisogno di dichiararsi o no, c’è solo il bisogno, ma quello c’è sempre di non essere irresponsabili e lo dico per chiunque dal politico in poi: noi esistiamo in una forma non solo sessuale.

Tanto per capirci, se domattina tuo figlio o tua figlia venissero da te e ti dicessero: mamma sono gay o mamma sono lesbica?
Direi: e vabbè, qual è il problema? Nessuno

Al Gay Village due anni fa hai detto: “Sono stanca delle ostentazioni della sessualità” Io l’ho letta sia come una “critica” nei confronti del Pride sia come un’analisi del machismo etero
È così: noi dobbiamo sviluppare una spiritualità, una comprensione, una creatività e non lo facciamo quando siamo conformi al sistema, non lo facciamo quando siamo carnevaleschi e ridicolizziamo ciò che siamo, una persona rimane di un certo tipo a prescindere dalla sessualità. Certe ostentazioni rendono ridicoli e non portano un valore aggiunto a una denuncia di ciò che è sbagliato, ma abbassano il livello”

Quindi tutti al Pride in giacca e cravatta!
No, non è assolutamente una questione di giacca e cravatta, perché una persona può essere volgare anche col vestito: bisogna ripristinare l’essenza, dare una valore alle cose. Per me non c’è nessuna differenza tra etero e gay: l’importante è non essere volgari e ostentati.

Il tuo è un discorso quasi politico. Hai votato alle ultime elezioni?
No assolutamente: nessuno mi rappresenta

Torniamo ad argomenti più leggeri: l’Eurofestival che ci sarà tra poco è un baraccone molto seguito dal mondo gay. Tu ci sei stata nel lontano ’89. Come te lo ricordi?
Non è che ho un ricordo di una baracconata: io ho pensato a come alterarlo e viverlo col mio pensiero portando qualche cosa di autentico. Sai, essere sempre circondati da quelli che vengono lì e ti dicono «wow, fantastic amore» non ti serve perché il mondo è pieno di personaggi inutili. Ci vogliono quelli utili che ci fanno riflettere e ci fanno vedere le cose da un punto di vista diverso e siano un valore…ad esempio sai che io quella roba dell’Eurofestival non l’avevo vista come un baraccone? Ma adesso ci rifletterò

Piuttosto: sono passati ormai mesi: sei pentita della sfuriata e della boutade che hai fatto su Sanremo?
Pentitaaaa? Ma che parola è? L’Italia è piena di pentiti, e hanno sempre fatto male e mai rimediato. Io non sono certo tra quelli

L’History tour di Anna Oxa prodotto dalla Groove Company prosegue
15 aprile al teatro Bellini a NAPOLI
Il 23 aprile Teatro Nazionale MILANO
24 aprile Teatro Colosseo TORINO
25 aprile Obi Hall FIRENZE
3 maggio Teatro Toniolo MESTRE
12 maggio Auditorium Teatro Manzoni BOLOGNA