La prima casa per gay in pensione

A Berlino è nata la prima residenza per omosessuali anziani che non vogliono vivere soli. Un progetto che ha avuto un enorme successo.
Berlino, si sa, attira e conquista perché permette (come anche altre metropoli tedesche) di vivere in libertà il proprio progetto di vita. Cosa che oggi in Europa è praticamente un sogno. Non solo per gli under 30. Berlino è anche la città modello per gay e lesbiche over 60. È nata qui, nel borghese, verdissimo, elegante quartiere di Charlottenburg (West Berlin) la prima MehrGenerationenHaus d’Europa. Una grande casa (il complesso è enorme e copre un intero isolato) per gay e lesbiche in età avanzata. Il lungo nome tedesco significa qualcosa come “Casa delle molte generazioni”. Un’oasi per gli omosessuali anziani che qui possono vivere in piena libertà, senza nascondersi, le loro storie di vita. “Lebensort Vielfalt“ è il suo nome ufficiale. Il luogo della varietà, dei colori, delle biografie più diverse, dei tanti nuovi ospiti gay e lesbiche in pensione, ma anche di quelli che di venti o trent’anni più giovani amano condivedere l’esperienza dei più grandi. Il palazzo si trova nella bella e silenziosa Niebuhr Straße. Gli appartamenti sono molti, tutti ristrutturati, tutti con standard altissimi, tagli diversi, confort su misura. I lunghi corridoi paiono quelli di un albergo di lusso. Sei milioni di euro solo per allineare gli appartamenti con le nuove misure di risparmio energetico volute dal Governo tedesco. Maisonette all’ultimo piano con vista sui parchi di Charlottenburg per 540€. Al secondo piano si trovano gli appartamenti dedicati agli ospiti affetti da demenza. Infermeria 24 ore inclusa.Il parco interno è grandissimo con il flair di una Berlino prussiana sconosciuta ai turisti e ai nuovi arrivati. Al secondo piano sono allocati gli uffici dello “Schwulenberatung” berlinese, la consulenza gay fondata trentadue anni fa, quando ancora le poste si rifiutavano di accettare questo nome nell’elenco del telefono. Oggi la Germania è uno dei Paesi europei con la legislazione tra le più avanzate per i diritti di gay e lesbiche, matrimonio incluso. Berlino non è la sola metropoli tedesca con i quartieri gay alla luce del sole, i centri di assistenza all’avanguardia, migliaia di locali e Sindaco omosessuale sposato con il suo compagno. Eppure, a parlare con gli ospiti della grande Gay Haus di Charlottenburg vengono i brividi a ricordare che nella Costituzione tedesca, fino al 1994, ancora c’era il famigerato paragrafo 175, quello che prevedeva il carcere per gli atti sessuali tra uomini (le donne ne erano escluse). Lo avevano inserito nel codice penale i nazisti. La Germania del boom e della rinascita si era dimenticato di cancellarlo. E sono tanti i gay di quella generazione che la paura l’hanno interiorizzata di pari passo con il comunig out.

La loro nuova casa berlinese è anche un sogno realizzato. Oltre i milioni per la ristrutturazione, ne sono arrivati anche (molti) altri da privati e dal Rainbow Gruppe della Deutsche Bank, il dipartimento gay della prima banca d’Europa. Sono 33 i primi affittuari di Lebensort Vielfalt. Quasi tutti over 55, vivono nei primi 24 appartamenti pronta consegna. Il Comune si aspettava un successo di misura e molte case sfitte per un po’. E invece c’è una corsa alla prenotazione. L’affitto è un po’ più alto della media berlinese? “Vero, ma dove trovi il comfort, la sicurezza e il piacere di prendere un caffè con dei compagni alla mia età?“ afferma Gotfried Stecher, 84 anni, di Merseburg, uno dei primi a essersi trasferito qui. Immaginare di vivere “la sera della vita” (Lebensort appunto) con vicini gay e coetanei, gli fa accendere un sorriso. Tutto oro ciò che luccica? “Naturalmente no” continua Gotfried, “Avevo richiesto un WC di dieci centimetri più alto e invece me ne hanno montato uno normale. Ma il giorno dopo hanno rimediato“. Efficenza prussiana. “Sono anziano! Sono gay! Devo per questo essere solo?“, questo è il motto della Casa per Marcel de Groot, Presidente di Lebensort Vielfalt. “Nel motto c’è il nostro principio guida, la nostra ispirazione. Un lavoro enorme che ha dato dei frutti bellissimi. Basta guardarsi intorno”.La prossima sfida? “Aprirne altre, in tutta la Germania. Nella speranza che altri Paesi ci seguano”. E non ci sono solo coetanei del dolce Gottfried nell’oasi gay di Berlino. Nel mini loft di Robert Franke, al quinto piano, vista sud sul grande parco, ci sono solo cartoni, la lavatrice appena arrivata e uno skateboard. Uno skateboard? Robert ha 31 anni ed è (per ora) il più giovane nella prima casa di riposo gay d’Europa. Lavora in uno studio yoga di successo dietro l’angolo. Prima abitava nel quartiere trendy di Prenzaluer Berg, all’Est, in un grande palazzo occupato. “Ho letto sul giornale del cantiere di questo grande progetto. Mi ha incuriosito. Ho chiamato. Mi hanno invitato a vedere. Mi sono invaghito di questo posto, del quartiere, dei vicini meravigliosi che ho trovato“. La cosa più bella? “Per ogni problema trovi una soluzione, più un pezzo di saggezza“. Sulla lista d’attesa ora c’è il numero 201. Ma gli appartamenti sono molti, e, con un po’ di pazienza, il posto arriva. Un pittore, Nicolaus Motz, è stato fortunato. Un bell’attico si è appena liberato. Inaspettatamente. Chi l’aveva ottenuto ha appena dato la disdetta. A 75 anni si è innamorato e ha deciso di andare a vivere con il compagno.

(25 novembre 2012)