Principesse azzurre. A cura di Delia Vaccarello; racconti di Autrici Varie

Oltre ad essere la curatrice della prima antologia italiana di testi lesbici stampata dalla Mondadori (2003). Chi è Delia Vaccarello?

Sono nata in Sicilia e mi sento cittadina di ogni luogo (spiaggia, aula, prato, strada, calle, autogrill, tv, radio, giornali) ove fiorisca la comunicazione. Sono autrice di diversi libri, che una volta nati mi hanno cambiato la vita. L’ultimo “Quando si ama si deve partire” (Oscar mondatori) lo ha fatto magicamente precorrendo eventi da me fortemente desiderati. Sono giornalista professionista, ho una pagina sul quotidiano l’Unità sui diritti negati, (sia su carta che on line) che si chiama “1,2,3…liberi tutti”. Sono innamorata della mia compagna adoro i cani, giriamo per l’Italia con una station wagon che ha fatto 320mila chilometri: noi due davanti e loro due in varie postazioni: presentiamo libri, entriamo nelle scuole, facciamo trasmissioni tv, andiamo al mare, guardiamo i gabbiani, guardiamo l’alba tingere gli ulivi.

Come è nata l’idea di fare un’antologia italiana di testi lesbici? Tra l’altro affiancando autrici affermate ad esordienti. Come sono stati scelti i racconti? Quali sono stati i criteri di selezione?

Tutto nasce, nel dettaglio, dalla pagina di cui sono autrice sull’Unità: “uno, due, tre… liberi tutti”. Nei primi numeri mi preoccupai di descrivere ai lettori gli amori invisibili e partii dall’adolescenza, parlando di lesbismo titolai a tutta pagina: “la mia vita con la principessa azzurra”. Dopo qualche mese la direzione della Oscar Mondadori mi propose di fare una antologia di racconti di amore tra donne e per il titolo scelsi: “Principesse azzurre”. Titolo fortunato. Spesso “la mia principessa azzurra” viene usato per dire “la mia amata”.

La formula che unisce racconti di firme affermate ed esordienti è una mia invenzione che serve a dare coraggio alle esordienti e stimolo alle affermate, e in più vuole trasmettere l’idea che le donne che scrivono di amore tra donne sono tante, diverse, di ogni età. La scelta: alcuni racconti li commissiono, altri li seleziono tra i tanti che mi arrivano.

Ci sono altre opere simili nel panorama letterario italiano?

Abbiamo iniziato noi, come faccio a parlare di chi ha cercato di imitarci?

Quali sono le scrittrici gay italiane che sono considerate pilastri?

In Italia ci sono molti vezzi e tanto provincialismo. Dunque non ci sono pareri unanimi. Ogni tanto a un nome di moda ne succede un altro, ma si tratta di movimenti di nicchia. Margherita Giacobino è una autrice preparata, inventiva e seria.

In che rapporto stanno gli scrittori gay con le scrittrici? Chi viene prima?

No comment.

Ci sono delle opere buone da leggere? Non basta saper scrivere, uno deve anche avere talento…

Deve avere talento e anche una fortissima motivazione. Io tengo corsi di scrittura del sollievo, lavoro con pochissime persone disposte e cogliere il momento creativo e a farsi cambiare la vita. La scrittura è metamorfosi, se viene intesa in questo modo può anche sanare ferite profonde.

Ho letto nell’introduzione che ha scritto per il primo volume dell’antologia Principesse azzurre: racconti d’amore e di vita di donne tra donne (Mondadori, 2003) che la prima casa editrice italiana è nata nel 1976 (Felina) e la seconda nel 1986 (Estro). E che “la piena fioritura di opere soprattutto tradotte avviene negli anni Ottanta”. Potrebbe spiegare dettagliatamente la nascita della letteratura gay italiana? Quando sono apparsi nel panorama italiano i primi testi a tema? E quando è avvenuta la comparsa in Italia di opere da parte di autori che non nascondono questa tendenza ma la manifestano in maniera molto esplicita?

Cara Erika io non sono una storica né una persona erudita, amo parlare di ciò che faccio, anche perché di quello posso dire con spontaneità e serenamente.

Che ne pensa della prima opera italiana di critica letteraria scritta da Margherita Giacobino Orgoglio e privilegio. Viaggio eroico nella letteratura lesbica (Il dito e la Luna 2003) ?

Mancava, poi ci sono sempre le predilezioni. La Giacobino ha i suoi amori, e di quelli parla con più generosità.

Principesse azzurreè arrivata al sesto appuntamento. In ogni volume c’è una storia a fumetti? Cosa La lega ai fumetti? E perché inserirli nell’antologia?

Le storie a fumetti sono solo in tre raccolte. Sperimento le immagini, mi piacciono, provo a vedere l’effetto che fanno. A fumetti ho pubblicato anche una raccolta di storie di adolescenti che si cercano, storie in cui l’orientamento sessuale e l’identità di genere non sono scontanti. Si intitola “Sciò!” (oscar mondatori).

Se dovesse consigliare ad un lettore inesperto solo un racconto scelto da ogni volume dell’antologia, quindi un totale di sei racconti: quali sceglierebbe e perché?

Mi chiede l’impossibile, io amo moltissimi dei racconti pubblicati. Altri li inserisco, fatta salva la qualità, per dare un panorama più ampio possibile dei tanti modi di scrivere al momento.

Per il seminario dedicato alla letteratura italiana contemporanea che presenterò il primo dicembre al Centro Leonardo da Vinci, che letture dimostrative vorrebbe che fossero scelte dalle antologie? E perché?

Tutti i racconti di Barbara Alberti, di A.s Laddor, e i miei “Animami” e “la bambina del futuro”. Alberti e A.S.Laddor sono due artiste geniali, la prima affermata e nota, la seconda tanto oscura quanto di una potenza indescrivibile. I miei due che le ho citato contengono parte della mia storia che, trasposta secondo l’ispirazione, ho donato a chi legge cercando di trasmettere quello che, appunto, mi anima nel profondo. Molto di quello che le sto scrivendo è in realtà contenuto, in forma del tutto diversa e magica, in quei due racconti, cui si aggiunge “Ti amo come una bestia” che contiene i temi sviluppati in seguito.

Il titolo dell’introduzione al primo volume è La coralità dell’intramare: “del legare insieme da dentro, del narrare e del vivere senza mai esiliare le emozioni. Potremmo anche, scomponendo in altro modo il termine, farci trasportare dalle innumerevoli suggestioni della parola mare e di quell”intra’ che accenna a intimi e misteriosi viaggi, a sconosciuti approdi, e mai prescrivere l’estraneità a ciò che sentiamo di più vero. La coralità dell’intramare, canto a più voci, non vive più da Cenerontola, dalla Bella addormentata, da Biancaneve vessata. E’ padrona della sua casa ed è lei a sedurre; è una bella donna e tiene gli occhi aperti. Nella ‘matrigna’, nella donna che si guarda allo specchio, vede anche l’immagine, deformata da occhi estranei, di colei che -facciamo un’ipotesi- ama di amore proibito ciò che vogliono farle odiare. La coralità dell’intramare non ha smesso, infatti, di credere alle favole. Alle sue. E ne vuole scrivere e leggere ancora. Tante. Ancora…Vuole offrire e ricevere un grembo di storie capace di dare la vita, di sussurrare all’orecchio delle innamorate: «Voi esistete». E’ fedele ai sogni, all’eterna promessa di un racconto che sente sempre attingibile la sorgente dell’amore. Nutre l’ingenua e tenace aspettativa di un sentimento che dura e riprende dopo che ogni crepuscolo, attraversando la notte argentata dei desideri, che svelano e catturano, che accendono e creano. Non ha smesso di credere alle Principesse azzurre.” Quindi la scrittura femminile ha un potere maggiore rispetto a quella maschile?

La Scrittura è una divinità che ci supera e non si cura a mio avviso né di femminile né di maschile. E’ la Storia che ha offeso le penne “principesse”. La Scrittura è un’altra cosa.

E la letteratura? La letteratura ha quindi il potere di illuminare i lati oscuri dell’esistenza, di metterci in contatto con il nostro vero io?

l’io è molto limitato, i misteri dell’esistenza lo superano e lo contengono. La letteratura è eterna, la vita scorre.

Quando uscirà il settimo volume?

A settembre del 2009.

Pregiudizi a parte, quando sarà possibile che i due mondi, quello eterosessuale e quello omosessuale, si uniranno e lotteranno insieme per un mondo fiabesco?

Quando scompariranno.
Concludo con l’augurio che questa antologia che “coglie e trasforma ogni cosa, è polifonica e promuove un modo di guardare il mondo che tende a utilizzare tutti i sensi” possa continuare impavida senza limiti.