Bologna, Lebisco, le storie d’amore che sfidano il mondo al cinema

Bologna, Lebisco, le storie d’amore che sfidano il mondo al cinema

di EMANUELA GIAMPAOLI

BOLOGNA. «PERCHÉ ostinarsi ad organizzare un festival di cinema lesbico in tempo di spread?». Da questo interrogativo ha preso le mosse l’associazione Fuoricampo per assemblare la sesta edizione di Some

Prefer Cake, che torna da oggi fino al 23 settembre al cinema Nuovo Nosadella (via dello Scalo 21). «La nostra risposta — osserva Luki Massa, direttore artistico della manifestazione — è che non vogliamo permettere alla precarietà di rubarci il tempo per sognare e perché crediamo nel potere rivoluzionario delle visioni». Riparte così la quattro giorni cinematografica, e non solo, sulla tematica lesbica attraverso 29 film, tra opere di fiction e doc, provenienti da 17 paesi del globo con anteprime, incontri, dibattiti e una mostra fotografica.

Lo fa sotto l’egida ideale di due importanti testimonial della cultura lesbica, la statunitense Adrienne Rich, poeta e teorica del movimento, scomparsa di recente, e Audre Lorde, attivista «nera, lesbica, femminista, guerriera, poeta e madre» che sarà raccontata dal documentario «Audre Lorde: The Berlin Years 1984 to 1992», oggi alle 18. È invece alle 19 l’inaugurazione con dj set aperitivo seguita da una performance-omaggio alla Rich, prima della proiezione dell’attesissimo «Bye bye Blondie» della scrittrice e regista francese Virginie Despentes (autrice del controverso «Baise Moi-Scopami») alle prese con la storia di Gloria e Frances che hanno le fattezze di Beatrice Dalle ed Emmanuelle Béart. Da segnalare, almeno per il coraggio, «Circumstance», primo film lesbico made in Iran, premiato dal pub-

blico del Sundance 2011 (domani alle 20.30).

Con «Straightlaced. How Gender’s Got Us All Tied Up» prende invece il via, domani alle 14, la retrospettiva dedicata alla documentarista statunitense Debra Chasnoff (Oscar per «Deception General Elecrtic») che dialogherà col pubblico domenica 23 alle 18 dopo la visione di «It’s still elementary». L’altro incontro da non mancare è con l’artista sudafricana Zanele Muholi, che con le sue foto testimonia il gap tra la legislazione del suo Paese, tra i più avanzati nell’ambito dei diritti degli omosessuali, e il numero di violenze di cui sono vittime le persone gay. La sua mostra, “Zanele Muholi Visual Artivist”, apre domani alle 18 all’ex Roncati (via Sant’Isaia 90, fino al 20 ottobre). Info: www.someprefercakefestival. com