Gay: da 173 parlamentari Pdl, ferma opposizione a matrimoni

17:33 10 AGO 2012

(AGI) – Roma, 10 ago. – “Ferma opposizione” ai matrimoni tra coppie dello stesso sesso. In un documento sottoscritto da 173 parlamentari del Pdl, il partito di via dell’Umilta’ prende una posizione ferma contro il riconoscimento giuridico delle coppie gay ma anchwe sulle unioni civili.
Tra i firmatari, Eugenia Roccella, Raffaele Calabro’, Alfredo Mantovano, Maurizio Gasparri, Maurizio Sacconi e Gaetano Quagliariello.
“Sul riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali – si legge nel documento targato Pdl – si e’ recentemente sviluppato un dibattito confuso nelle argomentazioni e ideologico nei contenuti. Neanche i documenti elaborati in materia dal Pd e dall’Udc, con il relativo seguito di polemiche, hanno chiarito a sufficienza i nodi reali della questione, le concrete opzioni in campo, i diversi orientamenti culturali che le ispirano.
Nonostante la gravita’ e l’impellenza della crisi economica, il tema sembra aver assunto nuova centralita’ nel dibattito pubblico. E’ d’altronde ricorrente in una parte della societa’, nelle situazioni di insicurezza e sfiducia nel futuro, pretendere che i desideri privati si trasformino in diritti pubblici. Compito della buona politica, invece, e’ garantire una autentica dimensione del bene comune e spazi di liberta’ responsabile nella dimensione privata senza confondere i due piani. Come parlamentari avvertiamo dunque – si legge ancora nel documento – la necessita’ di mettere a fuoco alcuni punti fondamentali: il primo punto da chiarire e’ che l’introduzione del matrimonio omosessuale nel nostro ordinamento giuridico non e’ e non potrebbe essere una proposta reale e attuale da parte di nessun partito. Tale obiettivo, infatti, sarebbe impossibile da raggiungere se non attraverso una modifica della Costituzione: impresa nella quale nessuna forza politica puo’ o vuole al momento cimentarsi”.
Per i 173 parlamentari del Pdl che hanno sottoscritto il documento, “non basta dunque limitarsi a ribadire una ferma opposizione al matrimonio gay perche’ non necessariamente cio’ equivale a esprimere una posizione di forte difesa della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna.
Tantomeno puo’ essere rivendicato come un buon compromesso politico per giustificare alleanze in contraddizione con i propri principi. Cio’ per la semplice ragione che il matrimonio fra persone dello stesso sesso, pur agitato come vessillo ideologico, non e’ effettivamente una opzione in campo e come tale discrimine sufficiente per connotare una posizione politica. L’obiettivo oggi in discussione e’ il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali: con il possibile scopo di mettere poi in cantiere il cambiamento della Costituzione e quindi anche l’introduzione del matrimonio omosessuale. Il vero tema sul quale le forze politiche sono chiamate a pronunciarsi e’ quindi quello del riconoscimento delle cosiddette ‘unioni civili’. Ma, anche se formalmente sotto questa dicitura vengono ricomprese tanto le coppie formate da persone dello stesso sesso quanto le unioni fra persone di sesso diverso, nella sostanza le proposte sulle unioni civili sono finalizzate a riconoscere in forma giuridicamente rilevante le coppie omosessuali”. Conclude il documento: “Iniziative legislative volte a riconoscere nella dimensione civilistica o penalistica eventuali specifici diritti individuali in tutte le situazioni in cui questi non siano effettivamente garantiti incontrano e incontreranno la nostra condivisione e la nostra disponibilita’. Non siamo pero’ disposti a svuotare l’istituzione del matrimonio, attribuendo a unioni affettive, anche omosessuali, un riconoscimento giuridico analogo a quello matrimoniale”. (AGI) .