Insieme, concretamente pubblicata da Paola Brandolini

Il pride nazionale quest’anno si carica di un significato in più, quello di esprimere la solidarietà di un’intera nazione, una solidarietà che parte dalla comunità lgbt di questo paese verso chi sta vivendo in Emilia Romagna settimane di paura dolore sconvolgimento, morte. Aiuto concreto e presenza, consapevolezza e rispetto: queste le parole d’ordine, a mio avviso. Bologna è nella regione del sisma, Bologna è a pochissimi chilometri dai luoghi in cui persone sono morte, edifici sono crollati o sono stati enormemente danneggiati.  A pochi chilometri dai luoghi in cui migliaia di persone dormono in tenda. Bologna stessa è attraversata da scosse, con scuole ed edifici pubblici che oggi sono stati chiusi. La comunità lgbt bolognese vive la paura, ma sente soprattutto la paura e la preoccupazione per i compagni, gli amici, i familiari, i colleghi, i cittadini “accanto”, a quei pochi chilometri di distanza che segnano il confine tra ciò che è più grave, “veramente” grave, e ciò che non lo è, o lo è “meno”.

Il Comitato Bologna Pride, noi tutti che siamo a Bologna, viviamo e sentiamo il peso e il dolore di quel che accade perché ci stiamo dentro. Con la paura per la nostra città, ma soprattutto con la preoccupazione che a ogni scossa un poco più forte ma non così impattante per noi a pochi chilometri stia succedendo molto peggio, qualcuno, magari in condizioni di lavoro o di vita senza sicurezza o sfruttato, forse sta morendo….

Questo stiamo vivendo. Questo ci spingerà a pensare e a lavorare per un Pride che sia il luogo in cui con la testimonianza della nostra vita di lesbiche gay e trans, chiamiamo alla condivisione più ampia per il dolore e la paura che stanno vivendo i nostri territori, alla solidarietà vera e concreta, alla presenza di un’intera nazione che aderisce a una battaglia di civiltà quale quella che il Pride simboleggia e che una volta di più e con significati che mai avremmo voluto “vivere” andrà a rappresentare.